Nato nel 1958, ha debuttato nel 1978 con Luca Ronconi in “La Torre”, di Hugo Von Hofmannsthal, lavorando per i primi 4 anni della carriera sotto la guida del grande regista; la sua attività di attore ha poi toccato esperienze sia nell’avanguardia che nel teatro più tradizionale, con Paolo Stoppa, e in modo particolare con Gabriele Lavia di cui ha voluto seguire e rinnovare alcune significative tappe artistiche shakespeariane. Altra esperienza importante fu il “Corso di drammaturgia” con Eduardo De Filippo (1981/82), dove Ricordi ha posto alcune basi della successiva attività registica e saggistica. Laureatosi in filosofia nel 1983, specializzato nell’ermeneutica con Hans Georg Gadamer, ha affrontato la regia teatrale sulla scorta dell’esperienza di palcoscenico ma anche sulle basi dell’insegnamento interpretativo dovuto al grande filosofo, con il fermo proposito di dedicarsi per metà ai classici e per metà agli autori moderno-contemporanei. Ha inteso così lavorare esclusivamente per il Teatro, senza incursioni verso il cinema o la televisione, volendo concentrarsi a 360 gradi – anche dal punto di vista produttivo, organizzativo, tecnico-legale – sulla problematica inerente alla scena teatrale.

Particolare successo di pubblico e critica hanno ottenuto i suoi spettacoli, fin dall’inizio, con un particolare allestimento di “Medea” di Seneca, (1986), ambientata in un viscerale e suggestivo spazio catacombale vicino al Colosseo; da allora Ricordi ha posto le basi per una ricerca teatrale “metastorica” sulla città di Roma, concretizzatasi con “Le ceneri di Roma”, da Pier Paolo Pasolini, (1992) “Fedra” di Seneca, (1988) “Nerone” di Giuseppe Manfridi, (2002) e in particolare “Don Giovanni e Faust” di C. D. Grabbe (1993), il geniale testo di primo ottocento che narra l’incontro dei due più grandi miti della cristianità (lo spagnolo e il tedesco) nella Città Eterna.

Oltre alla ricerca shakespeariana – “Romeo e Giulietta” (1995), “Amleto” (2001) e “Macbeth” (1999), di cui è stato anche convincente protagonista – a Ricordi si devono l’importazione di alcuni grandi autori europei viventi come Eric Rohmer “Trio in mi bemolle” (1989) , Jurg Amann “Dopo la festa” (1992) e soprattutto Lars Norén “Demoni” (1998), sicuramente uno dei più bei testi teatrali degli ultimi anni: in questa linea si coaugula una vena interpretativa che ha attraversato Sofocle “Edipo Re” (2004), Kleist, “Anfitrione” (1991 e 2005), Strindberg “Creditori” (1994), Pinter “La collezione” (1990), Pasolini “Orgia” (1996) e ancora l’amico Giuseppe Manfridi “Lame” (2000) che Ricordi ha voluto come dramaturgpresso il Teatro Stabile d’Abruzzo. La ricerca sul “Teatro di poesia”, incrementata anche in felici serate presso lo Stabile a L’Aquila, ha avuto come capisaldi Leopardi, Gozzano e Pasolini. 

Nel suo teatro hanno lavorato molti fra i più grandi attori del teatro italiano, da Ugo Pagliai e Paola Gassman a Pino Micol, da Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini a Geppy Gleijeses, Anita Bartolucci fino a più giovani che si sono affermati nel tempo, da Lunetta Savino a Fabio Poggiali, Stefania Barca, Edoardo Siravo e tanti altri. 

Nel 1998 ha pubblicato la sua prima opera saggistica, Lo spettacolo del Nulla(Bulzoni), una denuncia – sulla scorta di Shakespeare e Leopardi – dell’epoca di “nichilismo spettacolare” che stiamo vivendo; a questa è seguita una “pars construens” pubblicata nel 2002 Essere e Libertà(Bulzoni), una riflessione – anche attraverso Schiller – sulle opportunità del teatro e della cultura europea.

Nel marzo 2003 è stato nominato Direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, che ha guidato per tre anni fino al 2006, rinnovando e conferendo una più autentica identità culturale a tale importante Teatro Stabile. E’ stato membro del direttivo ANTPI, poi dell’ANTAD, l’associazione degli Stabili interna all’Agis, maturando in questi ultimi anni di lavoro dirigenziale l’applicazione della lunga esperienza e preparazione culturale nel novero della Stabilità pubblica. 

Nel 2008 ha pubblicato il suo terzo libro saggistico, Le mani sulla cultura(Gremese), che ha suscitato un particolare interesse di critica e ha contribuito a sollevare il problema della libertà culturale in Italia. Da qui un ulteriore impegno che Ricordi ha assunto diventando giornalista-collaboratore del quotidiano Liberal,per il quale ha pubblicato il saggio Ideologia di Amleto(2010). Fondamentali, per il futuro del Teatro pubblico, saranno infatti i contatti con l’Europa e con l’estero che Ricordi ha particolarmente curato, anche in virtù della sua ottima conoscenza delle lingue(inglese, tedesco, francese e spagnolo): un Teatro Europeo, come diceva il grande Giorgio Strehler, non può fare a meno di una positiva differenziazione linguistica; solo in tal modo si potrà acquisire il senso ultimo del “Teatro d’Europa”. 

Nel dicembre 2010 è stato nominato Consigliere di amministrazione del Teatro di Roma, con delega alla drammaturgia.Nel  2011 ha pubblicato il suo libro più importante, Shakespeare filosofo dell’essere, (Mimesis, pp. 520), con la suggestiva  prefazione di Emanuele Severino. Ha pubblicato per Mimesis, Pasolini filosofo della libertà(2013), il libro più specificamente rivolto alla situazione politica e culturale italiana che stiamo vivendo. Infine, sempre per Mimesis, ha pubblicato nel 2015 il suo testo filosofico più rilevante, L’essere per l’amore, cui è seguito nel 2016 il libro con annesso CD Il grande teatro shakespeariano, insieme a Elisabetta Pozzi. 

Dal 2015 è al lavoro per l’ambizioso e molteplice “PROGETTO DANTE” – che ha debuttato in “Dante per Roma” nell’estate 2016 tra i luoghi archeologici romani, nel  teatro e nel documentario tv per RAI 5 Cultura –  e che lo vedrà impegnato fino al 2021 in senso saggistico, teatrale e comunicativo.